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NUOVA VITA ALLE LABBRA

Le labbra meritano attenzione e cura, specie quando iniziano a sommarsi gli anni, l’esposizione solare e le contrazioni dei muscoli del viso.

L’invecchiamento delle labbra è dovuto a:

  • derma più sottile rispetto ad altre parti del viso,
  • assenza di ghiandole sebacee,
  • ridotta quantità di melanina,
  • progressiva perdita di tonicità,
  • stile di vita.In realtà, a subire più danni è il labbro superiore, quello inferiore sembrerebbe mostrare più resistenza.

I TRATTAMENTI più indicati per le labbra?

  • FILLER a base di acido ialuronico leggeri, poco densi e dosati per mantenere l’effetto simmetria e una buona idratazione delle labbra
  • LIPOFILLING una tecnica di riempimento e ringiovanimento autologa
  • FILI DI TRAZIONE E BIOSTIMOLAZIONE, che insieme ai filler, agiscono con buoni effetti sulle rughe della marionetta
  • BOTOX per lenire le rughe a codice a barra e rilassare i muscoli
  • MICROBOTOX per cancellare la microrugosità
  • SKINBOOSTER per iperstimolare il ringiovanimento
  • PEELING CHIMICI per il turnover cellulare
  • LASER nel caso di rughe piuttosto accentuate (zona periorale)

LE MANI

Mani che si muovono, salutano, lavorano, stringono, lavano, si stringono, toccano, sollevano, accarezzano.
Le mani sono sempre in primo piano: esposte, sollecitate, aggredite da agenti atmosferici, sostanze chimiche, naturali, saponi, detersivi anche semplicemente da acqua e sole.
Possono dire molto di noi: abitudini, interessi, anche rivelare il passare degli anni.
Col trascorrere del tempo infatti il dorso delle mani si macchia, la cute si assottiglia, diventa ipotrofica talvolta con aspetto quasi “scheletrico” e si evidenziano delle antiestetiche vene.
Alcuni semplici trattamenti possono restituire giovinezza e morbidezza alle vostre mani.
Innanzitutto cancelliamo le macchie e ridoniamo un aspetto omogeneo alla cute con un trattamento laser Q Switch mirato. Dopo la seduta per qualche giorno le macchie saranno più scure e visibili ma superata questa fase la vostra pelle apparirà chiara e luminosa.
A questo punto il vostro Specialista Dermatologo di fiducia vi consigliera’ come procedere con i trattamenti più appropriati in base al vostro tipo di pelle e alla vostra età.
Se la cute è sottile e ha perso elasticità i trattamenti con il laser frazionato o con la radiofrequenza frazionata ad aghi sono indicati per stimolare i fibroblasti a produrre nuovo collagene. Dopo la seduta, piuttosto veloce e poco invasiva, le vostre mani presenteranno un intenso eritema e saranno necessarie delle attenzioni in più ma, dopo qualche giorno la vostra cute apparirà compatta e tonica.
In alcuni casi può essere indicato associare dei cicli di trattamento di biorivitalizzazione cutanea: microiniezioni di acido ialuronico fluido che stimolano la produzione di collagene e idratano in profondità. Solitamente tre sedute ravvicinate sono sufficienti per un risultato ottimale.
Se le vostre mani hanno qualche anno in più e l’inestetismo è dovuto alla perdita di volume c’è l’indicazione ad effettuare dei filler riempitivi; è consigliabile utilizzare prodotti riassorbibili e anallergici.
Le infiltrazioni locali di acido ialuronico cross linkato, piuttosto denso, sono l’ideale per ridonare volume e morbidezza al dorso delle vostre mani. È un trattamento sicuro che deve essere ripetuto indicativamente ogni sei mesi.
Un’alternativa può essere il riempimento con grasso autologo, utilizzato con successo a livello delle mani.
Si preleva il grasso da una zona donatrice; il grasso viene trattato in modo appropriato e reimpiantato nella zona da riempire. È una procedura un po’ più invasiva rispetto alla precedente che può dare risultati talvolta più duraturi.
I trattamenti descritti sono ambulatoriali e si potranno effettuare, speriamo al più presto, una volta superato questo periodo di emergenza sanitaria.
Per ora le attenzioni che possiamo riservare alle nostre mani riguardano un’accurata detersione e disinfezione!
In questo momento lavarsi le mani infatti è una misura di sicurezza tra le più semplici ma estremamente efficace per ridurre le possibilità di contagio.
L’utilizzo frequente di detergenti e gel alcolici dopo qualche giorno può però rendere la cute delle mani eritematosa, anche intensamente, xerotica, desquamante. Le mani “pizzicano”, prudono, bruciano.
Il consiglio di bellezza per uno skin care domiciliare efficace è quello di idratare il più possibile le mani con prodotti delicati specifici. È consigliabile utilizzare un prodotto emolliente più ricco per la notte, mentre di giorno è preferibile un idratante leggero che si assorba rapidamente da applicare dopo ogni lavaggio.
Ricordiamo inoltre che qualora utilizzassimo guanti come DPI è importante non applicare creme prima di indossarli per non comprometterne l’efficacia protettiva.
Sperando che questo momento diventi quanto prima una pagina di storia difficile ma superata vi auguriamo una buona estate.

GRIGIO SMOG

L’aria inquinata ha un effetto invecchiamento precoce sulla pelle e sui capelli.

Si pensa sempre che i più grandi nemici della bellezza siano l’avanzare dell’età, l’eccessiva esposizione ai raggi solari, la scarsa idratazione e la mancanza di sonno, ma oggi è diventato fondamentale proteggersi da smog e sostanze inquinanti, sempre più presenti nei centri abitati.
Le micro-particelle presenti nell’aria e gli agenti inquinanti come ozono, piombo, zolfo, ossido di azoto causano invecchiamento precoce e indebolimento dei tessuti, rendono la pelle spenta e favoriscono la comparsa di macchie scure.
Sebastian Laspina, medico chirurgo, specializzato in Dermatologia, consiglia le lettrici di Lei Style. “Per le millenials ci viene in aiuto la cosmeceutica con l’utilizzo di sieri a base di estratto di deschampsia antarica e Vitamina C, in grado di migliorare fisiologicamente la funzione barriera della cute, preservare le riserve antiossidanti e modulare l’azione dei radicali liberi sia durante i mesi invernali che estivi. Per le over 40 enni, le formulazioni cosmeceutiche utilizzano il Bakuchiol (un alternativa naturale al retinolo, isolato dal seme di psoralea corylifolia, possiede proprietà antiinfiammatoria, antiossidante e antibatteriche), acido ialuronico 1%,  Lactobacillus Extact (riequilibrano il microbiota cutaneo, ripristinano l’integrità della barriera cutanea e rinforzano le fisiologiche difese immunitarie), Sibanid (combinazione di acido glucuronico e silimarina che aumenta il tasso di acido ialuronico naturalmente presente nella pelle”.
I nuovi trend per tutte le fasce di età mirano comunque ad un azione correttiva antiage per combattere lo spettro dell’invecchiamento cutaneo e della perdita di densità della pelle che sembra essere sempre dietro l’angolo. “il Lacto-lycopene è un agente ristrutturante cutaneo, gli isoflavonoidi di soia aumentano lo spessore epidermico e del collagene, la vitamina C stimola la sintesi di collagene. Se volgiamo invece puntare sulla luminosità: vitamina c, acido ferulico, niacinamide, resveratrolo, resorcinolo faranno un’azione sinergica. Per una superidratazione arriva in soccorso l’acido ialuronico”. – precisa il Dott. Laspina.

 

Di Veronica Balutto

per Lei In Forma – gennaio 2020

E’ TUTTA UNA QUESTIONE DI PREVENZIONE

Giocare d’anticipo è fondamentale per poter correggere i fattori che predispongono alla cellulite. I trattamenti sono i più disparati e sono personalizzati, a seconda del tipo di inestetismo che colpisce.

La cellulite viene spesso sottovalutata, ma scientificamente viene considerata come una patologia  microcircolatoria con conseguente rallentamento del flusso a carico dei microvasi del tessuto connettivo  sottocutaneo. Parliamo quindi di una profonda alterazione causata da più fattori. Sebastian Laspina, medico chirurgo, specializzato in Dermatologia, consiglia le lettrici di Lei Style: “Alla base ci sono spesso le cause ormonali, come ad esempio le patologie ovariche, le alterazioni fisiologiche in gravidanza, il menarca o la menopausa o ancora le terapie ormonali. Ai fattori ormonali si possono aggiungere abitudini scorrette (ortostatismo, abiti troppo stretti, tacchi troppo alti o troppo bassi, sedentarietà) obesità, dieta scorretta, disturbi della postura o dell’appoggio plantare”. La  prevenzione gioca un ruolo fondamentale ed è volta alla correzione dei fattori predisponenti. Buona norma è  sempre quella di seguire una dieta ipocalorica, ricca di fibre e che preveda una buona idratazione, insieme all’attività fisica da non dimenticare mai.
I fitocomplessi ci danno una mano: “L’integrazione di sostanze attive (bioflavonoidi, vite, ginko biloba, musco meliloto, centella asiatica) hanno efficacia sul metabolismo linfoadiposo e migliorano la stasi linfatica. Caffeina e carnitina agiscono sui depositi di grasso; l’escina sul linfodrenaggio, il zingiber zerumbeth extract ha un’azione
antinfiammatoria ed elasticizzante. La centella asiatica stimola, inoltre, la sintesi di collagene ed elastina con effetto migliorativo sulla texture cutanea. La sinergia di più elementi: inibisce la formazione di nuovi adipociti e stimola la lipolisi; riattiva la microcircolazione; migliora la texture cutanea, riduce la sintesi di mediatori
dell’infiammazione ”, precisa il Dottore. A seconda delle condizioni e delle esigenze di ognuno poi si studiano protocolli personalizzati: “i trattamenti ambulatoriali sono volti a migliorare la microcircolazione, combattere gli accumuli adiposi e migliorare la tonicità cutanea” conclude il Dott. Laspina.

Incidenza dell’80 al 90% in età post puberale

“Da sempre la donna, anche se con cambiamenti nei canoni estetici, ha prestato la massima attenzione alla cura del corpo ed a quella che attualmente presenta un inestetismo che spesso può evolvere verso una patologia vera e propria ovvero la cellulite Secondo le ultime pubblicazioni scientifiche questo quadro presenta un’altissima incidenza, variabile dal 80 al 90%, nella popolazione in età femminile in età post puberale” precisa il dott. Laspina.

 

Di Veronica Balutto

per Lei In Forma – gennaio 2020

QUESTIONE DI STILE … DI VITA!

Una pelle compatta e tonica, un colorito uniforme, capelli setosi e lucenti e un fisico snello sono quello che uomini e donne cercano, sono il desiderio di tutti.
Ad un certo punto della vita ognuno ha pensato almeno per un attimo di non voler invecchiare.
Bellezza sotto l’albero
Luci, palline colorate, abeti decorati:  la magica atmosfera de Natale è ovunque. La giornata più attesa ed amata dell’anno si avvicina; per molti sarà un’occasione per rivedere amici e familiari, per altri l’opportunità per staccare dal quotidiano magari con un viaggio esotico. Per quasi tutti invece sarà una rincorsa agli ultimi regali e preparativi.
E se i preparativi sono stati intensi e lo specchio vi restituisce un volto stanco, con una pelle poco luminosa, occhiaie scavate, palpebre pesanti e neanche un buon fondotinta basterà a mascherare le imperforazioni … perché non cedere alla tentazione di provare qualcosa di nuovo per migliorare l’aspetto?
La medicina estetica in continua evoluzione, in questo settore la ricerca è sempre più orientata verso trattamenti e interventi che ridonino al volto un aspetto luminoso, riposato, tonico e naturale in linea con uno stile minimalista e curato lontano dagli eccessi del passato.
Ecco quindi qualche suggerimento per affrontare le festività apparendo e sentendosi più belle con la sensazione di benessere che ogni donna prova dopo essersi regalata un momento tutto per sè.
Mancano pochi giorni alle feste quindi ci orientiamo principalmente su trattamenti che donano risultati visibili immediati e senza tempo di recupero
I grandi classici
Tra i “grandi classici” è doveroso citare la Radiofrequenza, un trattamento che sfrutta il calore per restituire tono ed elasticità ai tessuti, ripristinando i volumi del volto e ridefinendo l’ovale. E’ una tecnica non invasiva, indolore e gli effetti estetici si notano già a fine seduta. Una versione recente è la RF ad aghi, una tecnica efficace che agisce sulle rughe e sulla lassità cutanea con un brevissimo down time, infatti il giorno seguente alla seduta si può presentare un lieve eritema (rossore) che si può mascherare con del fondotinta.
Un peeling a base di TCA (acido tricloacetico) e acido cogico è sicuramente l’asso nella manica se i tempi stringono e desiderate apparire luminose, riposate e con un volto disteso e uniforme. Gli effetti sono visibili già alla prima seduta e se sono di vostro gradimento potete ripetere l’applicazione per ottenere un risultato più stabile nel tempo.
Le novità
Per chi desidera osare un po’ di più ecco invece alcune interessanti novità nel panorama dei trattamenti estetici.
Una nuova linea di iniettabili a base di peptidi biomimetici sembrerebbe essere la nuova frontiera della bioristrutturazione. I filler infatti contengono, in associazione allo ialuronico, delle sequenze di aminoacidi di sintesi, i peptidi appunto, che vanno a rinnovare i componenti delle membrane cellulari per migliorare il funzionamento delle cellule così da contrastare l’invecchiamento cutaneo. Vengono definiti bio-filler non volumizzanti per un effetto naturale.
Se invece desiderate migliorare il vostro sguardo, ma non siete ancora pronte ad un approccio chirurgico, recentemente una nota casa cosmetica ha introdotto il concetto di G-point lift nel campo delle tecniche infiltrative perioculari. Una tecnica infiltrativa specifica per la regione infraorbitaria che assicura il ringiovanimento dello sguardo con una mini-invasività.
Al recente congresso annuale di medicina estetica (S.I.M.E.) ha suscitato non poche aspettative un nuovo laser ad alta potenza per uno Skin thigtening di volto e corpo in poche sedute, per ogni fototipo, anche su cute abbronzata, quindi in sicurezza in ogni periodo dell’anno.
Arriva da Israele una tecnologia innovativa per il rimodellamento cutaneo (effetto blast) che sembrerebbe assicurare un effetto rimpolpante e rassodante della cute con benefici a lungo termine. Il dispositivo rilascia energia cinetica che fa penetrare i principi attivi negli strati profondi della pelle con un danno minimo a livello dell’epidermide. Inoltre grazie all’effetto”blast” le sostanze attive si diffondono nei tessuti circostanti aumentando in questo modo l’efficacia.
Per chi osa! Ma non troppo…
Se invece il vostro cruccio è il profilo, ma non volete affrontare il bisturi, il “rinofiller” è una tecnica non chirurgica per il rimodellamento del naso. Vengono utilizzati filler di ialuronico per correggere le alterazioni del dorso del naso con risultati soddisfacenti e duraturi. Anche il mento sfuggente può essere corretto con infiltrazioni di acido ialuronico con risultati estetici buoni in maniera indolore e rapida.
Se trovate che le vostre labbra siano troppo sottili e desiderate rimodellarle rendendole armoniche in maniera duratura potrete esaudire la vostra richiesta con un piccolo intervento ambulatoriale: il lip lift, una procedura innovativa che dona labbra più carnose.
E se non avete ancora ultimato gli acquisti natalizi potete sempre rivolgervi al vostro Centro Specialistico di fiducia per regalare benessere e bellezza anche a chi vi sta vicino.
Con i nostri migliori Auguri di Natale.
Dott. Sebastian Laspina
in collaborazione con la Dott.ssa Silvia Codogno

PEELING

Uso il TSB nelle procedure di peeling per le sue caratteristiche: filmante protettiva e rigenerativa in grado di
aumentare l’efficacia dei trattamenti e proteggere la cute lesa.
Sempre più in studio si rivolgono pazienti che preferiscono trattamenti non aggressivi e non iniettivi ai quali
riservo un protocollo soft con ottimi risultati.
Il protocollo è di 4 sedute quindicinali di peeling a base di TCA 33+H2O2 a cui segue un mantenimento
trimestrale.
Nell’immediato post peeling si applica il TSB sia come film protettivo che acceleratore della riepitelizzazione
cutanea.
I tempi di recupero e la diminuzione del rossore sono più rapidi. Il viso appare con un immediato ed
evidente effetto tensore. Le pazienti riferiscono un confort migliore e una pelle più idratata.

 

ANTI-AGE MAGAZINE #36

AAG Publishing, France

UN BEL COLORITO ANCHE IN AUTUNNO

Il rientro dalla pausa estiva è sempre un trauma e ritornare alla routine non è sempre facile. La pelle del corpo ora appare particolarmente secca a causa dello stress dell’abbronzatura, quindi è necessario correre ai ripari!

Sebastian Laspina, medico chirurgo e dermatologo ci fornisce qualche prezioso consiglio per curare al meglio la nostra pelle in questa stagione: “Consiglio di prendere per bocca qualche integratore a base di acido ialuronico. E’ buona norma utilizzare detergenti oleosi per una detersione delicata che non secchino ulteriormente la pelle. Per l’idratazione si rivelano utili le ceramidi e la vitamina E che aiutano a ripristinare l’idratazione cutanea. Anche le creme con urea al 10% hanno un’azione specifica per la pelle in questa particolare stagione. Consiglio di esfoliare con gentilezza per dare luminosità alla pelle e senza eliminare l’abbronzatura”.

Mantenere il colorito sembra essere oramai un must ma “bisogna anche combattere gli effetti negativi del sole mediante l’utilizzo di prodotti vegetali che, inseriti in prodotti cosmetici ad uso topico ed utilizzati con costanza, possono influenzare in modo significativo i processi di invecchiamento della pelle” – precisa il dott. Laspina.
“Per quanto riguarda il trattamento corpo al rientro dalla vacanza,- continua il dottore-  oltre alla ripresa della attività fisica e del regime dietetico, è buona norma utilizzare prodotti volti a migliorare la microcircolazione ed a combattere i ristagni linfatici. Di grande ausilio: la centella asiatica, l’arnica Montana e la caffeina. Quest’ ultima ha un ottimo effetto anche sui depositi di grasso, spesso accentuati dopo le rilassanti vacanze al mare. La centella asiatica inoltre stimola la sintesi di collagene ed elastica con effetto migliorativo sulla texture cutanea.

E’ il momento di rimboccarci le maniche: pronti per una nuova beauty routine autunnale.

 

Veronica Balutto per Lei Style (Settembre 2019)

QUESTIONE DI STILE…DI VITA!

Una pelle compatta e tonica, un colorito uniforme, capelli setosi e lucenti e un fisico snello sono quello che uomini e donne cercano, sono il desiderio di tutti.
Ad un certo punto della vita ognuno ha pensato almeno per un attimo di non voler invecchiare.
L’invecchiamento cutaneo è un fenomeno multifattoriale determinato sia da fattori endogeni, sia da fattori esogeni e ambientali, sostanzialmente gli stessi dell’invecchiamento dell’organismo nel suo complesso. Pertanto possiamo distinguere il chronoaging o invecchiamento legato al passare del tempo, ed il photoaging causato dall’esposizione alle radiazioni solari. Inoltre esistono altre cause di invecchiamento legate all’ambiente nel quale si vive, l’inquinamento indoor; e lavorativo, dove ci può essere l’esposizione a sostanze nocive.
Il principale meccanismo d’azione di tutti questi agenti dannosi è da un lato la produzione di radicali liberi e dall’altro la riduzione delle capacità antiossidanti delle cellule dell’organismo.
Queste alterazioni portano sul piano “micro” al danneggiamento e alla degenerazione cellulare mentre a livello “macro” portano ad n decadimento generale dell’organismo che si manifesta anche con un aspetto esteriore più invecchiato rispetto all’età biologica dell’individuo. L’invecchiamento quindi pur essendo un processo fisiologico ed inevitabile al quale tutti gli esseri viventi vanno incontro può essere modulato, rallentato o incrementato, modificando le abitudini. Naturalmente eliminare o contenere i fattori esogeni ambientali può essere difficile se non impossibile. Cosa  si può fare quindi per invecchiare nel migliore modo possibile? Ci sono dei piccoli gesti che ripetiamo ogni giorno e proprio in quelli può essere nascosto il segreto per una pelle tonica e liscia, per capelli folti e corposi, per un fisico armonioso e snello.
A volte manca la consapevolezza del potere delle piccole cose, un proverbio giapponese cita: “le grandi cose servono come le piccole cose”.  L’evidenza scientifica parla chiaro, avere uno stile di vita sano apporta importanti benefici alla salute generale della persona. Uno stile di vita e un’alimentazione sana si riflettono inevitabilmente anche sullo stato di salute e bellezza dell’organo più esteso che abbiamo: la nostra pelle.
Nella frenesia della vita attuale con i ritmi forsennati ai quali spesso siamo costretti, sempre più lontani dai tempi fisiologici e naturali il concetto di “stile di vita sano” può apparire confuso, difficilmente attuabile, talvolta può essere interpretato in maniera distorta. Che cosa si intende quindi per “stile di vita sano”?
Con stile di vita “intendiamo un insieme di comportamenti e abitudini personali che caratterizzano il quotidiano di ciascuno. Lo stile di vita sia personale, sia come concetto generale è in continuo cambiamento,, inoltre non esiste uno stile di vita ottimale da prescrivere a tutti; infatti struttura familiare, età, abilità fisiche, ambiente domestico e lavorativo, ma anche cultura e reddito rendono alcuni modi di vivere e alcune condizioni di vita più attuabili e appropriate. Malgrado queste molteplici variabili, esistono dei comportamenti unanimemente riconosciuti come sani e altri come indubbiamente nocivi!
Tra le abitudini etichettate universalmente come dannose possiamo elencare il fumo, l’abuso di alcool, l’assunzione di importanti quantità di grassi saturi, zuccheri e sale. Anche l’esposizione eccessiva ai raggi UV viene considerata una pratica nociva per la salute in generale e per la cute in particolar modo.
al contrario un sonno ristoratore, almeno sette/otto ore di sonno per notte, attività fisica quotidiana e una idratazione e un’alimentazione corretta sono concordemente riconosciuti come aspetti fondamentali di una vita sana. Dormire un numero sufficiente di re rispettando i fisiologici ritmi circadiani dell’organismo, riduce infatti lo stress e contribuisce al benessere metabolico e psichico della persona. I benefici per la salute derivanti dall’attività fisica sono molteplici sia a livello fisico che psichico. L’OMS raccomanda ad adulti e anziani almeno 150 minuti a settimana di attività fisica aerobica. In effetti può sembrare complicato, vengono in mente iscrizioni in palestra, accappatoi da lavare, borse da disfare… e se invece ci si infilasse un paio di sneakers per raggiungere il posto di lavoro, o per andare a fare la spesa?
Si potrebbero evitare gli ascensori e fare le scale a piedi, iscriversi ad un corso di ballo con il proprio partner! Bere almeno un litro e mezzo, due litri di acqua al giorno è una piccola abitudine che contribuisce al benessere dell’organismo, del quale è un costituente essenziale. aiutando a mantenere la termoregolazione, favorendo l’eliminazione delle scorie e in quanto elemento indispensabile per i processi fisiologici e le reazioni biochimiche.
In pratica se nel corso della giornata si distribuiscono circa 10 bicchieri d’acqua, e detto così non sembra pio molto difficile, il gioco è fatto! E ora affrontiamo anche l’aspetto dell’alimentazione.
In questo campo stanno prendendo piede le diete più svariate e particolari, ciononostante alcuni consigli sembrano invariati. Un’alimentazione ricca di alimenti vegetali, dalle note e spiccate attività antiossidanti, protegge da numerose patologie e contrasta l’invecchiamento. Potremmo aggiungere: ortaggi e frutta preferibilmente di stagione e km zero! Un’alimentazione varia ed equilibrata, evitando cibi molto lavorati, raffinati e già pronti, assicura il giusto apporto di nutrienti e costituenti dell’organismo e della pelle. inoltre assumere quantità di cibo adatte assicura il mantenimento del peso forma e contrasta la formazione di antiestetiche adiposità localizzate e cellulite. Quindi apriamo il frigo e valutiamo con una nuova consapevolezza il contenuto!! E ora indossiamo le scarpe da ginnastica e usciamo a piedi a procurarci gli ingredienti per i nostri prossimi piatti salutari!! Come scegliere? La dieta mediterranea è tuttora un valido modello! Quindi frutta e verdura in quantità, prediligere i cereali integrali, i legumi, il pesce, le carni bianche, le noci, senza dimenticare l’olio d’oliva, il latte e i latticini. Recenti studi inoltre avrebbero dimostrato che effettuare pasti frugali (diminuire di un 15/30 per cento la quantità di cibo assunto rispetto al normale fabbisogno), in un contesto di alimentazione sana e varia e attività fisica quotidiana assicurerebbe condizioni fisiche e mentali migliori! Pertanto ci sono più ragioni per abbracciare uno stile di vita sano: migliora l’aspetto estetico e allo stesso tempo è salutare!
La nuova e giovane scienza dell’epigenetica afferma inoltre che adottare un determinato stile di vita può non solo attivare delle  risposte nei nostri geni ma anche avere delle conseguenze che potrebbero passare alla nostra discendenza.
E se malgrado tutto questo non fossimo comunque soddisfatti del nostro aspetto estetico potremmo sempre rivolgerci al nostro Specialista Dermatologico di fiducia, ben sapendo che il percorso estetico intrapreso sarà sinergico, più efficace e duraturo, se associato ad uno status mentale e fisico mantenuto al meglio.
Dott.Laspina
In collaborazione con la dott.ssa Codogno

I MIEI PROTOCOLLI A EFFETTO BOOSTER

La medicina estetica si avvale oggi di tecnologie sempre più sofisticate, cocktail  iniettabili e protocolli personalizzati  volti al recupero e alla cura della pelle a partire dalle sue fondamenta. La correzione intesa come tale, di una ruga troppo marcata, di  labbra eccessivamente sottili o di un viso svuotato, è certamente importante ma occorre tenere a mente che per la riuscita di qualsiasi trattamento del genere, è essenziale innanzitutto che la pelle si presenti tonica, ben idratata e compatta.

Dopo anni di esperienza ho messo a punto un “percorso medico di bellezza” composto di 3 protocolli  specifici per diversi gradi di fotoaging, basati sull’impiego  combinato di tecnologie differenti con un  booster cosmeceutico (RHA® topical skinbooster, Teoxane). I protocolli combinano 2 diverse fasi di intervento in sequenza. La prima è mirata a risolvere le problematiche legate all’età (rugosità, lassità, svuotamento, cicatrici, macchie) e sfrutta l’impiego di un  dispositivo (laser, radiofrequenza o peeling chimico) sulla base del tipo di pelle (cute secca, seborroica, sensibile e/o con  teleangectasie), dell’età e degli inestetismi presenti. Il secondo, invece, sfrutta l’azione di un booster cosmeceutico a duplice azione:  filmante-protettiva e rigenerativa, in grado di aumentare l’efficacia dei trattamenti e proteggere la cute lesa dopo le procedure.

Che si  parli di laser o di altre metodiche, infatti, alla base del meccanismo d’azione vi è lo stimolo rigenerativo che origina dal tessuto sano, tra  le zone di tessuto che risulta danneggiato dal dispositivo. Se da un lato il danno cutaneo, più o meno profondo a seconda della tecnologia impiegata, costringe la pelle a entrare in modalità di riparazione, dall’altro comporta anche una compromissione della sua  barriera protettiva, un crescente stato infiammatorio e una maggiore suscettibilità alle sovrainfezioni. Applicare sostanze  potenzialmente irritanti in questa fase potrebbe quindi peggiorare il discomfort e rallentare i processi di guarigione e rinnovamento cutaneo innescati dall’apparecchiatura. Ecco perché la mia scelta del booster è ricaduta su un cosmeceutico sterile, dermatologicamente testato e senza conservanti, formulato specificamente per rispondere alle esigenze della cute lesa. Un prodotto trasversale, per uso medico, a base di 4 ingredienti concentrati (acido ialuronico cross-linkato RHA®, acido ialuronico libero, complesso dermo-ristrutturante, con amminoacidi, vitamine, antiossidanti e sali minerali, e metil-glucoside fosfato, un attivatore fibroblastico) che funziona sia da acceleratore della riepitelizzazione cutanea che da filmante protettivo a effetto barriera.

Tornando ai miei protocolli, il primo prevede il trattamento del fotoaging severo mediante 3 sedute di laser frazionato ablativo (talvolta di  radiofrequenza ad aghi ad alta intensità o di peeling profondi) effettuate a distanza di 45-60 giorni durante il periodo invernale. Il protocollo produce micro-ulcerazioni, con delipidizzazione, infiammazione e disidratazione temporanea. L’applicazione del booster cosmeceutico contribuisce a creare una barriera protettiva per ridurre il rischio di sovrainfezioni mentre l’ingresso degli attivi  riepitelizzanti contenuti, supporta la stimolazione fibroblastica innescata dal laser. Il secondo protocollo è specifico per il fotoaging  lieve-moderato e prevede 3 sedute di laser non ablativo (o anche di peeling intermedi o di radiofrequenza ad aghi a media intensità) distanziate di 30 giorni. Anche in questo caso il protocollo è invernale, nonostante l’entità del danno cutaneo prodotto sia inferiore. Il booster cosmeceutico, agendo in questo caso più superficialmente, funge da idratante profondo capace di accelerare i tempi di recupero della pelle. Per entrambi i protocolli durante la stagione estiva si effettua una fase di mantenimento mediante cocktail iniettivi ridensificanti. Considerando che l’azione del laser continua per circa sei mesi dopo il trattamento, la concomitante applicazione del  prodotto non farà che mantenere la stimolazione collagenica attiva tra un ciclo di laser e l’altro. Il terzo protocollo è specifico per i  pazienti che non desiderano sottoporsi a trattamenti invasivi né tanto meno iniettivi e preferiscono soluzioni soft di prevenzione dell’invecchiamento cutaneo. Prevede 4 sedute di peeling superficiale (o di radiofrequenza frazionata) a cadenza quindicinale, da effettuare in un qualsiasi momento dell’anno, cui segue un mantenimento a cadenza mensile per tre mesi. Applicato al termine di ogni  seduta il booster fungerà da “filler senza aghi”, con un immediato ed evidente effetto tensore. Per ogni protocollo, tra una seduta e  l’altra, suggerisco l’applicazione di un fotoprotettore con SFP50+ la mattina e un siero idratante a base dello stesso acido ialuronico del  booster cosmeceutico la sera.

UOMINI CHE ODIANO … LA CALVIZIE

Capelli sul cuscino, sul piatto della doccia, sulla spazzola … un pessimo inizio di giornata per un uomo! Fronte tropo spaziosa, stempiatura accentuata, capelli sempre più sottili e diradati al vertice: è l’immagine che rimanda lo specchio ad un uomo affetto da calvizie.

L’alopecia androgenetica meglio conosciuta come calvizie, è la forma più comune di perdita di capelli nell’uomo, almeno il 70% degli individui di sesso maschile ne è suo malgrado interessato.

Nelle fasi iniziali di questa condizione si può notare una marcata stempiatura cioè una recessione dell’attaccatura alle tempie, e un diradamento dei capelli al vertice (zone androgeno dipendenti); con la progressione della caduta quasi tutto il cuoio capelluto viene colpito e può portare alla condizione di “corona ippocratica” caratterizzata da una striscia di capelli ai lati e posteriormente alla testa; invece molto di rado si arriva ad una alopecia totale, con perdita totale dei capelli. Il processo che caratterizza l’alopecia è la miniaturizzazione, il capello progressivamente si assottiglia fino a non essere più visibile, anche se ad una attenta osservazione del cuoio capelluto con strumenti di ingrandimento è visibile una sottile peluria.

Le cause della calvizie si possono intuire già nel nome: “andro”, sono necessari gli ormoni maschili, e “genetica” infatti è necessaria una predisposizione genetica dei follicoli piliferi alla suscettibilità agli ormoni maschili circolanti.
L’alopecia androgenetica è legata all’attività della 5 alfa reduttasi tipo 2, un enzima presente nel follicolo in grado di convertire l’innocuo testosterone in diidrotestosterone, suo metabolita attivo che provoca la miniaturizzazione del capello fino alla sua scomparsa.
Il Diidrotestosterone provoca infatti la riduzione progressiva della fase di crescita del capello (fase anagen), cosicché il capello diventa sempre più corto e sottile fino all’atrofia irreversibile.
Solo i bulbi piliferi predisposti, che hanno cioè i recettori ormonali, sono colpiti e sono tipicamente localizzati nella regione fronto parietale e al vertice.
Il fenomeno dei follicoli vuoti aggrava ulteriormente il diradamento della calvizie, a volte infatti il nuovo capello tarda a crescere per cui il follicolo rimane temporaneamente vuoto. La gravità e l’età di comparsa della calvizie dipendono inoltre da una predisposizione genetica che determina il grado di affinità dei recettori del follicolo agli ormoni maschili. I geni che predispongono alla calvizie sono tutt’ora sconosciuti, anche se studi recenti sembrerebbero dimostrare un maggior peso dell’eredità materna. Solitamente viene utilizzata la scala di Hamilton per valutare la gravità della malattia con valori da I (normalità) a VII (alopecia grave); in genere una terapia medica è efficace fino al IV grado.

La diagnosi di alopecia androgenetica è clinica, in casi dubbi il Vostro Dermatologo potrà avvalersi dell’uso del dermatoscopio manuale o digitale per un’osservazione approfondita del capello e del cuoio capelluto.
La tricoscopia dermatoscopia permette l’osservazione della densità dei capelli, dello spessore del fusto e dei pattern dermatoscopici tricologici tipici e/o patognomonici che consentiranno allo Specialista di effettuare una corretta diagnosi.
Il trattamento medico dell’alopecia androgenetica deve mirare da un lato a ridurre gli effetti degli ormoni androgeni a livello del follicolo così da evitarne la miniaturizzazione e dall’altro a stimolare il follicolo a produrre capelli più grossi e trofici. inoltre è importante curare eventuali patologie infiammatorie sottostanti in quanto accelerano la progressione della malattia.
Il farmaco per eccellenza del trattamento delle calvizie è la Finasteride, in compresse da 1 mg. Questa compressa è in grado di bloccare la progressione della malattia nella quasi totalità dei casi e in buona percentuale induce l’ispessimento dei capelli miniaturizzati con un aspetto di “ricrescita”.
E’ un farmaco molto ben tollerato che in rari casi può però avere come effetto collaterale un calo della libido, reversibile alla interruzione del trattamento e che nella metà dei casi sparisce anche senza la sospensione dello stesso.
Tra le più recenti novità l’utilizzo della Finasteride in formulazione topica sembra dare ottimi risultati, anche se al momento attuale le formulazioni galeniche hanno percentuali di farmaco e veicoli molto diversi tra loro. La Finasteride topica è stata rivalutata recentemente (i primi studi risalgono al 1997) con lo scopo di ottenere i risultati della formulazione sistemica evitandone gli effetti collaterali.
In realtà alcune formulazioni topiche possono arrivare a concentrazioni di Finesteride così elevate da poter dare gli stessi effetti indesiderati. Gli studi attuali mirano ad ottenere preparazioni topiche efficaci a concentrazioni inferiori.
I Fitosteroli, composti naturali estratti da semi, frutti e corteccia di alcune piante, hanno un meccanismo di azione sovrapponibile a quello della Finasteride infatti inibiscono la 5 alfa redutassi e di conseguenza la produzione di diidrotestosterone.
Tra i farmaci che stimolano la fase anagen di crescita del capello il Minoxidil in lozione da applicare localmente, è senz’altro tra i più efficaci. Può essere utilizzato da solo o in associazione a Finasteride. E’ doveroso esplicitare che gli effetti anticaduta di entrambi questi farmaci vengono meno con l’interruzione del trattamento. Al momento attuale sono disponibili anche alcune metodiche non chirurgiche per la cura della calvizie androgenetica. Tra le tecnologie all’avanguardia citiamo un trattamento che prevede dei microprelievi, indolori e senza esiti cicatriziali, di cute dalla regione nucale o retroauricolare del paziente. Il tessuto prelevato viene ridotto in particelle microscopiche che vengono iniettate nella sede da trattare del cuoio capelluto. Il paziente è quindi sia donatore che ricevente. La metodica è rapida e indolore e stimola la rigenerazione dei tessuti permettendo un arricchimento delle cellule con capacità rigenerativa nel sito ricevente.
Il PRP è un trattamento di riconosciuta efficacia nella cura dell’alopecia androgenetica; utilizzato già da diversi anni consiste in un prelievo di sangue del paziente stesso, il materiale prelevato viene centrifugato e una volta separato il Plasma Ricco di Piastrine (PRP) questo viene reiniettato nelle zone di interesse del cuoio capelluto. L’iniezione di PRP stimola la rigenerazione cellulare che determina un miglioramento del trofismo dei capelli, una inibizione della caduta dei capelli, come alcuni studi avrebbero dimostrato.
L’autotrapianto di capelli è stato per lungo tempo l’unica possibile metodica per il rinfoltimento delle zone colpite da alopecia.  Al momento attuale è tuttora un valido trattamento chirurgico negli stadi avanzati, ma non tropo, della calvizie androgenetica.
Le due principali tecniche chirurgiche utilizzate sono la tecnica FUT o la FUE.
La FUT (Follicolar Unit Transplantation) prevede il prelievo di una sottilissima striscia di cuoio capelluto dall’area donatrice, da quest’ultimo verranno estratte le unità follicolari che verranno reimpiantate nelle sedi riceventi. E’ una metodica con un elevata percentuale di attecchimento, la cicatrice risulta praticamente non visibile anche con capelli molto corti ma è una tecnica costosa e richiede un’ottima esperienza chirurgica di equipe. Più conosciuta è invece la FUE (Follicolar Unit Extraction), dove l’autotrapianto si effettua con prelievo diretto delle unità follicolari. A fronte di una più bassa percentuale di attecchimento è una tecnica meno costosa e di più facile esecuzione. Tra le novità più curiose troviamo spazzole, caschi e cappelli a luci LED, definiti laser per capelli a bassa potenza, molto di moda soprattutto negli Stati Uniti anche se non ancora di comprovata efficacia.
Un recente studio nipponico avrebbe dimostrato che nel tuorlo d’uovo si trova la sostanza chiave per combattere la calvizie, per ora rimaniamo n attesa degli sviluppo pratici della scoperta.
Il futuro della cura alla calvizie sembra invece poter avere una svolta grazie alla “neogenesi follicolare”.
Alcuni studi si stanno concentrando sulla formulazione di soluzioni iniettabili contenenti fattori di crescita specifici in grado di ringiovanire e risvegliare i follicoli miniaturizzati e dormienti, sono in corso studi clinici per valutarne l’efficacia e la sicurezza. Altri studi invece stanno sviluppando tecniche di autotrapianto di cellule ottenute dalla moltiplicazione in vitro di prelievi di cute e follicoli piliferi effettuati in sedi non affette dall’alopecia del paziente stesso. Anche in questo caso i primi risultati sembrano piuttosto promettenti, pur essendo ancora in fase sperimentale.
Recenti studi hanno messo in luce il ruolo chiave di alcune Prostaglandine sulla crescita del capello, le ricerche si stanno quindi concentrando sulla formulazione di preparati topici, per ora galenici, contenenti analoghi delle Prostaglandine. Il Latanoprost è già disponibile come preparato galenico negli Stati Uniti, mentre altri principi attivi sono ancora nelle fase sperimentale.
La calvizie è storicamente un inestetismo che può avere importanti ripercussioni psicologiche per chi ne è affetto, fortunatamente al momento attuale sono disponibili numerose opzioni terapeutiche per contrastare questo difetto estetico inoltre è un settore della medicina in costante ricerca ed evoluzione e i possibili sviluppi futuri sembrano decisamente promettenti.

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