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CELLULITE, PELLE A BUCCIA D’ARANCIA, E CUSCINETTI DI GRASSO

Ne soffrono anche le persone magre, e non è un semplice inestetismo.
Parliamo di cellulite e di ritenzione idrica, diverse dai cuscinetti di grasso anche nel trattamento.

Cellulite e pelle a buccia d’arancia: chi è più a rischio?
La cellulite può essere descritta come un disturbo delle cellule del grasso che aumentano il loro volume. Nel farlo, rendono difficile la circolazione del sangue e della linfa. Pertanto, i tessuti, non ricevono un adeguato apporto di ossigeno e nutrienti dal sangue, e l’organismo non riesce a riassorbire ed eliminare i liquidi che ristagnano sotto la pelle.
Da qui, la cosiddetta pelle a buccia d’arancia che può presentarsi anche
in persone magre. Tuttavia, l’eccesso di grasso corporeo ne favorisce l’insorgenza e la gravità. Infatti, la cellulite può dare, nei casi più
gravi, una sensazione quasi dolorosa di compressione alle gambe.
Le adiposità localizzate cioè gli accumuli di tessuto grasso in zone diverse del corpo, spesso fianchi, glutei, cosce, ginocchia, ma anche braccia e collo, non sono necessariamente associate a cellulite.

Cosa si può fare?
Il giusto trattamento di medicina e chirurgia estetica sulla base dell’inestetismo.
Laserlipolisi, carbossiterapia, radiofrequenza, laser e vacum sono i più usati; è importante sapere che per eliminare la cellulite e per rimuovere il grasso, i trattamenti non sono mai gli stessi.

Medicina estetica, meno invasiva di così…
Laserlipolisi
Sulla base del problema servono 1-2 sedute, una ogni 3 mesi. Usa una fibra ottica per ridefinire gradualmente il profilo corporeo.
Dieta sana e attività fisica prolungano gli effetti.
Tribodyshape
Agisce sulle cause di cellulite, pelle a buccia d’arancia e sulla lassità cutanea. Combina l’azione del laser a diodi che stimola la circolazione,
il raffreddamento, la radiofrequenza e il massaggio endodermico.

PROTOCOLLO ANTI MACCHIE

Come cancellare le antiestetiche macchie che tutti mal sopportiamo?
Lei Style ha chiesto preziosi consigli al Dott. Sebastian Laspina, medico chirurgo, specializzato in dermatologia.

“Il punto di partenza di un percorso adeguato, volto ad avere una pelle più bella e sana, è sicuramente valutarne lo stato di salute. Il medico esamina la pelle in profondità, valutando la grana, i pori, la presenza di sebo, le rughe e soprattutto le iperpigmentazioni, superficiali e profonde. L’aspetto diagnostico è un passaggio fondamentale che consente di offrire al paziente poi una serie di trattamenti su misura, personalizzati, in grado di offrire risultati ottimali”, sottolinea il Dott. Laspina.

Attualmente le terapie che eliminano le macchie si sono evolute moltissimo. Alcuni anni fa si parlava solo di peeling o laser per l’eliminazione di melanina in eccesso, oggi si eseguono trattamenti che migliorano complessivamente le condizioni di salute della pelle. “Nella progettazione del piano terapeutico, innanzitutto, occorre tenere presente l’eziopatogenesi delle macchie le quali possono essere conseguenza di un naturale del processo di invecchiamento, l’esposizione solare, le lampade solari, un’iperproduzione di melanina e molte altre cause”, precisa il dottore.

La beauty routine è fondamentale nel trattamento delle macchie: a domicilio vanno applicati cosmetici dall’azione schiarente.
“Momento da non trascurare è quello della detersione del viso, scegliendo con cura il prodotto da utilizzare, il quale deve esfoliare delicatamente la cute. Per la cura domiciliare, sono consigliabili prodotti a base alfaidrossiacidi con funzione esfoliante e idratante, acido salicilico, il quale favorisce la rigenerazione cellulare e dona luminosità, l’acido cogico che contribuisce a inibire la produzione della melanina, l’esapeptide -2 che invece si caratterizza per una rapida azione schiarente e riduce la sintesi della melanina. Altrettanto importante, risulta la fotoprotezione con filtri UV e idratare efficacemente la pelle”, conclude il dottore.

Ma quali trattamenti medico estetici nello specifico?
– Applicazione topica di preparati farmacologici ad azione schiarente: idrochinone, acido retinoico, acido tranexamico, resorcina etc.
Peeling / micropeeling: peeling molto soft, utilizzati per eliminare in maniera gentile la componente pigmentata più superficiale. Si utilizzano peeling di acido salicilico, acido lattico, resorcina o jessner peel. Si eseguono 3-4 sedute intervallate da 1 mese.
Dermamelan: è una maschera con effetto esfoliante che si applica in studio per macchie più profonde e viene tenuto in posa per circa 6-8 ore, una sola seduta.
Laser Q-switched/PicoLaser: grazie all’effetto di fototermolisi selettiva, questo laser è in grado di frammentare bersagli come cellule superficiali contenenti melanina; le strutture adiacenti rimangono inalterate.
Laser frazionato, non ablativo: è in grado di creare dei micro canali termici che stimolano la rigenerazione della pelle. Si dimostra molto efficace nel ridurre le macchie e i pori dilatati per migliorare visibilmente la grana della pelle e il suo colorito.
Sistema IPL: utilizza una sorgente di luce per il trattamento di macchie da esposizione solare. Questo trattamento schiarisce le macchie e migliora la texture della pelle con un effetto di fotoringiovanimento complessivo.
Hollywood peel: un’integrazione tra gel di microparticelle di carbonio e luce di laser a basse energie, per una pelle compatta, uniforme e luminosa.
Jalwhitening: un protocollo combinato tra trattamento delle iperpigmentazioni, molto utile nel melasma che prevede alcune sedute infiltrative di acido ialuronico ad elevato peso molecolare, combinato con 8 agenti depigmentanti, vitamine e amminoacidi.

Articolo di Veronica Balutto
Per Lei Style

I PIÙ RICHIESTI: PER LUI

Effetto Zoom:
1 uomo su 4 in periodo di lockdown ha chiesto una consulenza di medicina e chirurgia estetica.

«Filler, botox e medicina estetica contro la calvizie non sono più un segreto per i maschi. Ma tra i trattamenti più richiesti nel 2021 ci sono anche la blefaroplastica, e i trattamenti di medicina estetica per ringiovanire lo sguardo – spiega il dottor Sebastian Laspina -.

Occhiaie e zampe di gallina, insieme a palpebre cadenti sono l’effetto dell’invecchiamento della pelle del volto, che per forza di gravità e perdita di tono, tende a scendere verso il basso. Uno speciale acido ialuronico formulato per rigenerare e proteggere le cellule del derma del contorno occhi, cancella le occhiaie e stabilizza gradualmente il risultato, mentre per le zampe di gallina, una piccola quantità di botox aiuta a rilassare la zona
delle tempie prevenendo anche la formazione delle rughette.
Per le borse, per le palpebre molto cadenti o per un eccesso di pelle, invece, meglio pensare alla chirurgia estetica con la blefaroplastica».

TUTTI PER UNO: LASER, FILLER, BOTOX INSIEME PER UNA BELLEZZA UNICA

Trattamenti combinati, effetti sinergici, risultati duraturi.

Questa è la Medicina Estetica ad elevata tecnologia anche nei materiali.

Intervista al dottor Sebastian Laspina, del Centro Laser Dermatologico Laspina di Udine.

Nella sua medicina estetica c’è tanta tecnologia innovativa. Perché?
Trattamenti Laser e device iniettivi di ultima generazione rappresentano strumenti che, unitamente alla scelta dei migliori filler e biorivitalizzanti
sul mercato, permettono di essere sempre più performanti nella cura e nel benessere della persona. Il futuro della Medicina Estetica sarà sempre più legato alla tecnologia, e alla tecnologia Laser in particolare, da affiancare ai trattamenti con filler a base di acido ialuronico, e tossina botulinica.

Cosa vuol dire trattamenti combinati?
Viso e l’invecchiamento cutaneo richiedono uno studio da molti punti di vista per riuscire a vedere il “quadro” nel suo complesso. Dove le rughe di
espressione sono più marcate, è più utile il botox per attenuarle senza perdere la normale espressività. In zone specifiche del volto, filler di acido ialuronico di ottima qualità e altamente performante, dà al “quadro” un effetto naturalmente liftato e più rilassato. In associazione a Laser frazionato o a luce pulsata, grazie a microlesioni controllate del derma provocate dal calore della luce Laser, la pelle risponde producendo collagene, diventando così più luminosa e dalla texture levigata.


Tutto in una sola seduta?
Sì per filler e botox, per ridurre da subito le piccole rughe e migliorare luminosità, idratazione e compattezza della pelle. Durante il tempo di attesa per il riassorbimento dei filler da parte dell’organismo, il Laser aiuta a potenziare e prolungare in modo sinergico i risultati dei filler, mentre per il collo possono aiutare i biorivitalizzanti. Consiglio di programmare per tempo i trattamenti combinati, lasciandosi guidare dall’esperienza e professionalità del medico e chirurgo estetico.


Controindicazioni?
L’esposizione solare immediata post-laser, ma poche controindicazioni dopo filler e botox.

6-15 mesi è il tempo da attendere tra un filler e l’altro, per il completo riassorbimento dall’organismo. Con il Laser frazionato, però, il risultato dura di più.

Filler e botox insieme:
quanto durano i risultati?
I risultati non sono permanenti: a seconda della sostanza utilizzata la durata dell’effetto varia da qualche mese ad oltre un anno.

LA VERITÀ SULLA LUCE CHE FA BELLA LA PELLE

Era il 1964: il primo laser dermatologico a CO2 riuscì a sviluppare un’energia sufficiente alla vaporizzazione dei tessuti biologici.
Da allora ne abbiamo fatta di strada.

Come può un fascio di luce impalpabile, nelle mani di un medico esperto, tagliare, rimuovere, rigenerare, stimolare, curare e ringiovanire la pelle?
La luce del Laser non è una fonte luminosa normale, ma sfrutta particolari onde elettromagnetiche pure, parallele tra loro e della medesima lunghezza, che canalizzate dal manipolo dell’apparecchiatura Laser, possono essere indirizzate su bersagli anche infinitamente piccoli a scopo correttivo, dermatologico ed estetico.

Perché esistono tanti tipi di laser diversi?
La luce Laser agisce a intensità e frequenze diverse, e per ciascuna ci sono selezionate e specifiche indicazioni.L’apparecchiatura Laser è realizzata per emettere un certo tipo di luce, ad esempio, che viene assorbita dall’emoglobina presente nel sangue per coagulare e chiudere vasi e capillari senza danneggiare la pelle. Ad altre intensità e frequenze, la luce Laser può intercettare e rimuovere in modo selettivo un pelo, cancellare una macchia cutanea o rigenerare la pelle di una cicatrice. Altri Laser, invece, rimuovono, coagulano e rigenerano, insieme.
I Laser sono tanti e diversi anche nel numero di sedute e negli effetti sulla pelle.


+ Ad ogni stagione il suo trattamento

1  autunno – inverno
è il momento giusto per tutti i Laser viso, gambe, corpo e luce pulsata. Il motivo? Si riduce il rischio di iperpigmentazioni post-laser da sensibilizzazione della pelle.

2 primavera – estate
l’estate è off limits per molte delle terapie dermatologiche laser, ma fino a giugno è ancora possibile sottoporsi ai Laser per l’epilazione, con Laser specifici altamente performanti.

IL SENSO DELLA MEDICINA: PARLARE CON LA VERITÀ

Intervista al Dr. Francesco Idone

Lo Studio Laspina si avvale di collaborazioni importanti nell’ambito di vari settori. Quest’uscita è dedicata ad un personaggio di rilievo nel mondo della chirurgia plastica, il dott. Francesco Idone, che racconta ai lettori di Mia Magazine il suo modo di vedere la medicina. All’insegna dell’alta
professionalità.


Il Dr. Francesco Idone, Chirurgo Plastico di spessore Internazionale, plurispecialista e plurititolato certificato, ha conseguito specializzazioni da Parma, Bologna e Modena, fino ad Helsinki e Berna.
A completamento della sua formazione, la specializzazione americana in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica a Guadalajara, in Messico, considerato il migliore centro di formazione in Chirurgia Estetica al
mondo. Ha operato in 10 paesi, in 3 continenti.


Un viaggio intorno al corpo quello che propone a Mia Magazine: il Dott. Idone, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, grazie alla sua professionalità, tratta le problematiche di tutto il corpo, dalla chirurgia del volto, della mammella per la chirurgia estetica, biorivitalizzanti, botulino e filler per la medicina estetica.


Come è cambiato secondo lei il mondo della chirurgia estetica negli ultimi anni?
E’ un mondo in espansione: negli ultimi 10 anni vi è stato un aumento del 200% a livello di interesse per questo settore. L’attenzione si è spostata non sono sull’estetica fine a sé stessa, ma su un concetto ampio di estetica legata al benessere, dove al centro c’è, prima di tutto, la salute generale
del paziente. Una sorta di rivoluzione copernicana!


E cosa è veramente cambiato da 10 anni a questa parte nel mondo della chirurgia estetica?
Un paziente, oggi, è decisamente più fortunato. In tutti i campi, ma, soprattutto, quello della medicina, l’evoluzione è immediata: oggi c’è innovazione, frutto della ricerca di diversi anni, nei materiali e, di conseguenza, i prodotti sono più performanti. In generale c’è anche più ricerca anatomica e tutto va a vantaggio del paziente.

Ci può fare un esempio?
Prendiamo come esempio i filler di acido ialuronico. Si tratta di iniezioni di acido ialuronico modificato.
Grazie alle loro spiccate qualità viscoelastiche questi filler correggono il difetto estetico con un’azione riempitiva-volumizzante, che conferisce sostegno dermico. Inoltre, l’acido ialuronico può espletare un effetto idratante e biostimolante (i frammenti di acido ialuronico sono in grado di stimolare l’attività dei fibroblasti, che aumenteranno la sintesi di collagene, elastina e acido ialuronico). L’acido ialuronico è una molecola chiave nell’idratazione della pelle. La funzione principale dell’acido ialuronico è ritenere acqua: fino a 1.000 volte il suo peso (o addirittura 6.000 volte secondo altre fonti). Grazie alle sue dimensioni macromolecolari e alla spiccata igroscopicità e viscoelasticità, l’acido ialuronico mantiene uno spazio extracellulare idratato e stabile, dove le cellule, il collagene, le fibre di elastina e altri componenti della matrice extracellulare sono saldamente
mantenuti. La ricerca in questo ambito si è evoluta in maniera esponenziale; i laboratori producono diverse molecole di acido ialuronico in base al sito dove vengono impiantati. Fino a non molti anni
fa su tutti i distretti del viso, veniva impiantata la stessa molecola, ora invece, ad esempio, il filler per le labbra è diversa da quello per lo zigomo. Quindi anche il risultato finale risulterà essere, oltre che
più naturale, più curato e definito. Chiaramente l’evoluzione dello strumento deve essere seguito dalla tecnica più idonea e precisa.

Qual è secondo lei una delle scoperte più importanti nell’ambito della chirurgia estetica degli ultimi anni?
Prima del 2007 si concepiva il viso come un’unica massa, poi piano piano si è arrivati all’evoluzione della compartimentazione. Quale il concetto a fondamento? Il grasso del viso è diviso in tante parti ed ognuna di queste ha un’evoluzione diversa nell’invecchiamento; ossia segue dei principi
anatomici ben definiti. Questi principi anatomici sono gli stessi in tutti gli esseri umani, indipendentemente dalle razze (con qualche eccezione), dal sesso, dall’età…
Per cui è necessario trattare ogni area in modo diverso!


Come si chiama questa tecnica nello specifico e quale il suo obiettivo?
Ho brevettato il MOSAIC FACE ™ che è la più grande scoperta degli ultimi 20 anni nel ringiovanimento non chirurgico del viso: permette, con tecniche minimamente invasive, di ripristinare i volumi persi a causa dell’atrofia tissutale tipica del passare degli anni. Il risultato è un ringiovanimento naturale, ma al tempo stesso efficace e duraturo. La scoperta è stata individuare un comune denominatore anatomico alla base del processo di invecchiamento: ciò ha reso possibile il mettere a punto un sistema di trattamento standardizzato, ma personalizzabile in base al grado di invecchiamento, ed in base alle esigenze di ogni singolo paziente. Nello specifico: in un viso giovane le varie subunità appaiono in armonica continuità tra di loro, con l’invecchiamento invece, cominciano a demarcarsi i confini tra subunità contigue e compaiono solchi e rughe che
fanno si che il viso perda l’armonia tipica di un viso giovanile.

Il nostro viso quindi come un mosaico?
Esatto il viso invecchiato è un vero mosaico, è una tessera anatomica (subunità anatomica)… tenga presente l’immagine dei continenti che si staccano dalla terra. L’idea rende: accade lo stesso tipo di processo. In MOSAIC FACE le varie sub-unità si esprimono come fossero le tessere di un
mosaico. Cosi, ad esempio, la cute della palpebra inferiore comincia ad essere separata dalla cute della parte centrale del viso, da un solco che può essere più o meno profondo a seconda dei casi.

Parliamo ora di mastoplastica. Ci racconti come è evoluta negli ultimi anni?
Personalmente mi occupo di mastoplastica additiva, ossia la tecnica che consente di aumentare la taglia del proprio seno, ed è l’intervento di chirurgia plastica più eseguito al mondo. La mastoplastica riduttiva invece è l’intervento volto a ridurre il volume del seno e migliorarne l’estetica in presenza di un seno troppo voluminoso e cadente o che presenta una asimmetria mammaria.
La mastopessi è, invece, il risollevamento del seno nel caso in cui sia necessario sollevare un seno cadente o ridurre e modificare la
forma e le dimensioni dell’areola. In generale, oggi, le chirurgie mammarie vengono fatte con anestesie in sedazione con tecniche meno invasive rispetto anni fa. Le protesi oramai sono di quinta generazione: hanno un Gel ergonomico che si adatta ai movimenti della paziente. Il Gel di silicone è il materiale con il quale la protesi è realizzata: più ergonomico è e, più la convivenza con il paziente si rivelerà un successo.


Quale il suo personale consiglio?
Mettersi sempre nelle mani di professionisti che hanno competenza, esperienza, profonda conoscenza anatomica. Purtroppo, anche nel nostro mondo, si trova tanta superficialità e marketing. Personalmente credo nella preparazione, nella serietà e, soprattutto, nel rispetto delle esigenze del paziente. Spesso noi medici non siamo capaci di “metterci dall’altra parte”,
dimenticandoci che i pazienti sono in grado di informarsi, anche magari non correttamente, su vari canali. Ma è sempre meglio farsi una domanda in più, piuttosto che una in meno: faccio parte anche della commissione IMCAS dove vengono analizzate le complicanze nella chirurgia estetica
provenienti da tutto il mondo. Purtroppo l’impianto di filler da parte di personale medico non adeguatamente qualificato, sta facendo registrare un aumento delle complicanze, anche gravi.


E come si può far vincere questa paura nei confronti della chirurgia estetica?
Credo che il nostro compito di professionisti, di medici, sia parlare con la verità. Infatti, se una persona non è convinta di sottoporsi ad un intervento chirurgico, quello non è il momento giusto per farlo. E tantomeno per suggerirlo o spingerlo.
Non si deve vincere la diffidenza.
E’ opportuno che il paziente abbia consapevolezza della causa
del suo inestetismo e che partecipi alla soluzione dello stesso. Non tutti possono affrontare tutti i tipi di intervento. Noi abbiamo una grossa responsabilità a livello morale. Io mi metto sempre nei panni del paziente: è necessario che capisca le cause anatomiche del suo inestetismo.
Il nostro lavoro utilizza i principi dell’Evidence Base Medicine, la medicina basata sull’ evidenza scientifica. Lavoro sempre con lo specchio: ad esempio: si analizza la ruga insieme al paziente. Si discute la causa ed il rimedio (la mia esperienza): il paziente partecipa attivamente al suo problema e al modo in cui si può risolvere.


Qual è secondo lei il trattamento più impegnativo?
Ritengo che tutti gli interventi siano allo stesso modo impegnativi. In ogni piccolo gesto o intervento ci sono tante cose da considerare. Il filler è impegnativo come una mastoplastica additiva. Non bisogna mai sottovalutare nessun aspetto, in nessuna tipologia di intervento.
In questo mestiere c’è solo la “giusta cosa” da fare: abbiamo un seno cadente? Bisogna sollevare.

Un bellissimo viaggio intorno al corpo, fatto di professionalità, concretezza e alti valori morali.
Questo è il vero punto di partenza della medicina. Grazie Dott. Idone.


Il compito della chirurgia estetica è quello di correggere e migliorare l’aspetto fisico, agendo su determinati difetti o imperfezioni del corpo. Con l’ottica di ristabilire l’armonia del corpo, in totale rispetto della fisionomia dei pazienti. Ma, in un mondo in cui, ancora troppo spesso, vince lo stereotipo, è importante guardarsi allo specchio ed apprezzarci. La perfezione assoluta sarà sempre una chimera, ma sta a noi capire cosa siamo, cosa saremo e cosa vorremmo essere. Poi arrivano i medici, i professionisti, che riescono a tradurre i nostri pensieri in realtà e raccontarci anche storie meravigliose di persone che, tramite interventi più o meno invasivi, hanno ritrovato il sorriso.

Testo a cura di Veronica Balutto e consulenza del Dott. Sebastian Laspina

ILLUMINA LE FESTE!

E’ il momento delle feste, è il momento di risplendere! Il nostro viso, chiave dello stato di benessere, curato e rivitalizzato vivrà di una nuova luminosità, esaltando la sua bellezza naturale.
Una risposta viene dal trucco: gli illuminanti enfatizzano le zone del viso già naturalmente illuminate e valorizzano quelle più in ombra.

Ma il vero segreto è avere di base già una pelle curata e radiosa.
Il Dott. Sebastian Laspina, medico chirurgo e dermatologo, racconta ai lettori di Ora qualche prezioso segreto.


Quali i trattamenti per una pelle luminosa last minute?
Il Dermaroller permette l’applicazione di prodotti ad alta concentrazione di acido ialuronico, aminoacidi e vitamine. I peeling soft servono ad illuminare la pelle per un lieve effetto esfoliante.
Poi ci sono le radiofrequenze, un piacevole massaggio per la contrazione delle fibre di collagene per un effetto termico. Una sorta di lifting immediato!
Poi ci sono anche le iniezioni di biorivitalizzanti per il miglioramento dell’elasticità. Idratazione e tonicità. E la tossina botulinica ed acido ialuronico per un viso liftato e rilassato.


E se invece abbiamo il tempo di programmare in anticipo?
Suggerisco la radiofrequenza frazionata e a microaghi: migliora la tonicità dei tessuti a lungo tempo. In breve migliora la texture cutanea e la luminosità.
A ognuno la sua luce e avanti con bagliori e luccichii.

Articolo di Veronica Balutto
Per Ora magazine

NUTRIRSI COSCIENZIOSAMENTE

Intervista alla Dott.ssa Mariarosaria Valente

Lo Studio Laspina si avvale di collaborazioni importanti nell’ambito di vari settori. Quest’uscita è dedicata ad un personaggio di rilievo nel mondo della medicina e nutrizione, la dottoressa Mariarosaria Valente, che fornisce ai lettori di Mia Magazine qualche prezioso consiglio per uno stile di vita sano e bilanciato.

Potremmo definirla una professionista “multitasking”: Mariarosaria Valente è medico chirurgo, con specializzazione in Anestesia e Rianimazione ed in Neurologia e con numerosi interessi. Da qualche anno ha iniziato ad approfondire il mondo dell’alimentazione, al fine di utilizzare la nutrizione come supporto ai farmaci in alcune malattie neurologiche.


1) Parliamo della sua preparazione e di come è arrivata ad abbracciare la nutrizione, sua grande passione.

Ho lavorato come rianimatrice presso la terapia intensiva del Policlinico Gemelli (Università Cattolica del S. Cuore) per circa 10 anni. Sono specialista in Neurologia, ed attualmente lavoro presso la Clinica Neurologica dell’Università di Udine (Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale), in qualità di professore associato.

Come filosofia di vita, credo che nutrirsi nel modo corretto faccia la differenza per ciascuno di noi. Nel mio percorso personale, ho sempre cercato di controllare il peso e di non lasciarmi mai andare: la vita è una continua sfida e l’agguato di qualche kg in più è sempre alle porte, specialmente per chi, come me, ha avuto più di una gravidanza (5 figli, NdR). Qualche anno fa rimasi molto colpita, durante un congresso scientifico, dalla possibile applicazione della dieta chetogenica in alcune patologie neurologiche, in particolare nell’epilessia farmacoresistente.

La dieta chetogenica è una dieta che, a fronte di un apporto proteico normale, sfrutta a scopo energetico i grassi al posto degli zuccheri, favorendo la produzione di corpi chetonici che sono gli stessi che produciamo nel digiuno. I corpi chetonici svolgono numerose azioni,
in particolare quella antinfiammatoria ma anche di attivazione metabolica e di rinnovo strutturale delle cellule. Nella pratica clinica, in collaborazione con due biologhe nutrizioniste, la stiamo attualmente proponendo nella terapia dell’emicrania e per il trattamento della fatica nella Sclerosi
multipla. Va detto però che un regime dietetico chetogenico deve essere seguito per un periodo limitato e sotto stretto controllo dello specialista.

A parte la dieta chetogenica e le sue possibili applicazioni terapeutiche, credo fermamente che tutti i farmaci, di cui oggi ampiamente disponiamo, vadano supportati da una corretta alimentazione e da un corretto stile di vita per funzionare al meglio. In particolare i farmaci dovrebbero essere utilizzati per combattere le malattie e non per correggere le conseguenze di uno stile di vita errato. Questo potrebbe farci cadere in un deleterio circolo
vizioso.


2) Mangiare bene per uno stile di vita sano. Quali, vista la sua esperienza, i consigli da seguire?

Credo che ciascun alimento, se assunto in quantità adeguate e senza alterazioni, possa essere buono. E con questo intendo alimenti naturali, cucinati in maniera semplice e conditi quel poco che serve a non ledere le caratteristiche originali dell’alimento stesso. In generale dovremmo sempre optare per alimenti freschi, genuini e poco artefatti.
Prevalentemente crudi o poco cotti.


3) Che cosa significa avere una buona alimentazione antiinfiammatoria?

Gli sbagli più comuni sono quelli legati all’associazione non corretta dei cibi: anche unire più tipi di proteine è sbagliato; nell’intestino ogni alimento segue una via di assorbimento diversa ed ogni processo addizionale lo affatica inutilmente.

4) Scendendo nel pratico, facciamo qualche esempio. Ci sono cibi che si possono evitare per migliorare psoriasi, dermatiti e malattie della pelle?

Per favorire un benessere generale dell’organismo è buona norma mangiare a basso indice glicemico, cercando di mantenere un tenore di calma insulinica. Più che evitare completamente i carboidrati è importante ad esempio combinare bene gli alimenti, mangiare con pochissimo zucchero e poco sale. Un esempio pratico? Non mangiare da solo il riso ma abbinarlo sempre alle verdure per abbassarne l’indice glicemico.
Evitare gli insaccati soprattutto perché sono alimenti processati, consumare la carne rossa con estrema moderazione e ridurre il glutine. La riduzione drastica del glutine aiuterà anche i soggetti afflitti da problemi di pelle. La dermobiotica si occupa del supporto che può essere dato alla cura delle malattie della pelle intervenendo sulla salute del microbiota intestinale attraverso anche un corretta alimentazione. Non è casuale che l’acne venga
anche chiamata il diabete della pelle. Quale migliore esempio di connessione?)


5) Diamo un consiglio alle lettrici sempre in lotta con la tiroide: possiamo cercare di farla funzionare al meglio con l’alimentazione?

Generalmente viene consigliato di eliminare la soia per chi soffre di patologie legate alla tiroide. Il problema, a mio parere, non è la soia in sé, ma sono tutte le sostanze nocive che ingeriamo con la soia OGM tutti i giorni. I Giapponesi, ad esempio, mangiano molta soia, ma le loro coltivazioni sono più naturali ed i fitoestrogeni contenuti nei loro prodotti hanno mostrato di svolgere una funzione protettiva nei confronti di alcuni tumori. Un altro aspetto da sfatare è il mito del sale iodato. Bisogna considerare che il sale che utilizziamo è spesso processato e che il sale marino viene estratto da un mare inquinato. Il salgemma (tipo il sale dell’Himalaya od altri) è sicuramente meno artefatto. È raccomandabile comunque abituarsi a mangiare senza sale.


6) Un consiglio alimentare per il settore maschile?

Per il gonfiore addominale, che spesso affligge la popolazione maschile, un consiglio valido può essere quello di porre attenzione alla regolarità ed alla salute dell’intestino. Il gonfiore addominale spesso è indice di disbiosi. Il nostro intestino è una nicchia ecologica ed è popolato da numerosi microrganismi che ne assicurano un corretto funzionamento (eubiosi). L’equilibrio tra microrganismi amici e microrganismi patogeni è una condizione che va mantenuta con un’alimentazione corretta ed una pulizia adeguata. In caso di disbiosi persistente, è consigliabile rivolgersi ad uno specialista della nutrizione.


7) Qual è, nella sua visione, il regime alimentare più valido?

Non credo che, in linea generale, ci sia un regime alimentare più valido di un altro, se non nelle specificità precedentemente accennate. Sarebbe importante che ciascuno acquisisse principi nutrizionali da portare con sé come bagaglio culturale fin da bambini, per tutta la vita. Manca una cultura educativa in tal senso!


8) Se dovessimo trovare il giusto compromesso tra “regime dietetico” e “libertà”, nell’ottica del vivere bene ed in armonia con noi stessi, pensa sia possibile raggiungere questo equilibrio? Se si in che modo?

Per il nostro modo di vivere occidentale, il fine settimana è sempre il momento più pericoloso e delicato per il regime alimentare. Un consiglio molto generale è quello di essere rigorosi dal lunedì al venerdì, per poi concedersi un po’ più di libertà (una volta sola a pranzo o a cena) durante il weekend. Personalmente, la domenica sera non ceno mai:
bevo soltanto una tisana. Un piccolo periodo di digiuno ripulisce ed aiuta ad affrontare la settimana con più energia.

9) Entriamo nel suo quotidiano: come si mangia in casa Valente?

I miei tre figli maschi sono completamente vegetariani per scelta etica. Sono tutti ragazzi sani e sportivi che non hanno mai risentito la privazione di carne o pesce. Io, invece, sono onnivora e mangio molto pesce, uova, legumi e formaggi poveri di lattosio, stando molto attenta alla qualità ed alla provenienza delle materie prime.


10) Una ricetta per una colazione appetitosa e salutista?

La colazione è un pasto importantissimo che deve essere sempre bilanciato tra carboidrati, proteine e grassi. È una scelta un po’ sartoriale… ognuno deve cucirsi addosso la composizione che preferisce che non necessariamente deve essere abbondante. Un esempio? Uno yogurt o del latte vegetale (non di soia né di riso) senza zuccheri con cereali privi di glutine, un po’ di cioccolato fondente e un po’ di frutta oleosa, importante perché contiene proteine e sali minerali. Un frutto fresco a metà mattina


11) E un pranzo?

Anche il pranzo deve essere bilanciato, la raccomandazione è sempre quella di mangiare un’insalata condita con olio e limone, senza aceto né sale, prima del secondo piatto.
Questo permette di “foderare” lo stomaco, induce sazietà, legata anche al tempo che impieghiamo a masticarla, ed aiuta a ridurre la velocità di assorbimento dei carboidrati che eventualmente volessimo assumere poi, prima delle proteine.


12) Decalogo consigli: buone norme di alimentazione.

Si tratta di tornare a valorizzare quello che, nel Medio Evo, era per Hildegard von Bingen il principio della “Subtilitas”, ossia il ritorno all’essenza delle cose.
Pensando a 10 fondamenti o buone norme, le riassumerei cosi:
1) Prediligere un’alimentazione semplice
2) Cucinare in modo elementare e leggero.
3) Mangiare cibi freschi, crudi o cotti, ma conditi al minimo per gustarne i sapori originari
4) Mangiare con moderazione
5) Mangiare lentamente (non mangiare mai in piedi, né camminando)
6) Bere al minimo durante i pasti
7) Idratarsi lontano dai pasti
8) Mangiare ogni giorno frutta e verdura crude (i vegetali sono ricchi di clorofilla che
rappresenta una sferzata di energia per i nostri organi e per il cervello).
9) Distribuire i pasti proteici durante la settimana tra pesce (3 porzioni) uova (4-5 uova), legumi, carne bianca, formaggi stagionati (privi di lattosio), ridurre al minimo le carne rossa, evitare gli insaccati
10) Condurre uno stile di vita sano ed equilibrato, controllando l’alimentazione, favorendo il movimento, curando al massimo il rispetto del ritmo sonno veglia.

Intervista per Mia Magazine alla Dott.ssa Mariarosaria Valente
Di Veronica Balutto

BODY RESHAPING – ORA

La domanda è sempre la stessa…dopo gli ozi e gli svaghi estivi come è possibile rimettersi in forma senza rinunciare a troppo e tutto insieme? Da dove possiamo cominciare?

Ora ha chiesto consiglio e anche aiuto al Dott. Sebastian Laspina, Medico Chirurgo Specializzato in Dermatologia.


“Porsi qualche obiettivo che sia facilmente raggiungibile in breve è sicuramente il primo passo: poi bisogna avere pazienza perché per perseguire qualsiasi risultato che sia duraturo, ci vuole tempo,
costanza e fiducia nel metodo e in noi stessi” – raccomanda il dottore.

Un regime alimentare bilanciato, insieme a movimento sono i primi ingredienti di una giusta ricetta per contrastare i fastidiosi inestetismi da più fronti: poi la medicina estetica arriva in aiuto con molte possibilità di trattamenti che si possono fare in questo periodo e che non sono invasivi.

“Per trattare le fastidiose adiposità localizzate che tutti mal sopportiamo, si può intervenire con la Mesoterapia che è un trattamento medico che consiste nell’ applicazione di sostanze drenanti lipolitiche e bioristrutturanti a livello dermico nelle zone interessate mediante piccolissimi aghi.
La carbossiterapia, invece, consiste in iniezioni di anidride carbonica: migliora le condizioni di microcircolo nelle aree affette da cellulite oltre che avere un effetto di tipo lipolitico e biorivitalizzante”.


E se poi l’esigenza è quella di migliorare il tono cutaneo?

“si possono fare anche Iniezioni di acido ialuronico, amminoacidi e acido polilattico per la ristrutturazione dei tessuti per migliorare tono e
rilassamento cutaneo” precisa il Dott. Laspina.


Molti i trattamenti che, a seconda dell’esigenza vengono cuciti sartorialmente su ogni corpo ed esigenza. Ad ognuno la sua strada, sempre affiancata dal consiglio del professionista!

Articolo di Veronica Balluto per Ora

REMISE EN FORME – WAKE UP YOUR BODY!

E’ settembre, tempo di buoni intenti e propositi! Ed eccoci pronti con la remise en forme per il nostro corpo maltrattato tra esposizione solare, aperitivi al mare e…perché no…qualche dolce di troppo che è scappato tra un pranzo, un aperitivo ed una cena!

Ma da dove possiamo cominciare?

Il primo passo è sicuramente quello di porsi degli obiettivi
raggiungibili e cominciare subito ad attuarli: per vedere i risultati serve tempo e fiducia! In questo periodo dell’anno i trattamenti maggiormente richiesti sono volti al trattamento della cellulite, delle adiposità localizzate e della lassità cutanea. Problemi comuni, insomma, perché ognuno di noi
rientra in questa o quella categoria: non necessariamente siamo più o meno grasse o in forma, ma vero è che possiamo sempre migliorare noi stessi ed il nostro modo di essere.


Come possiamo migliorare l’aspetto della nostra pelle?
“Contrastando gli inestetismi su più fronti: drenando i liquidi, stimolando la lipolisi, migliorando il tono ed il rilassamento cutaneo.” Racconta il Dott. Sebastian Laspina, Medico Chirurgo Specializzato in Dermatologia. – Certamente l’approccio in and out è quello che funziona meglio”.


Ma di che cosa si tratta nello specifico?

“Per rimettere in forma il corpo dopo qualsiasi stagione di
eccessi, serve una strategia integrata che combini un intervento mirato e combinato“ dentro e fuori”.
Quindi non basta iniziare a fare movimento: fondamentale è non trascurare i fattori detox ed idratazione dall’interno. L’equilibrio dell’organismo è infatti spesso alterato dall’accumulo di tossine e stress ossidativo, primo fattore da eliminare per la buona riuscita dei propri obiettivi. Per l’esterno
invece ci sono diverse discipline efficaci per ricercare la forma, tra queste le varie ricette di High Intensity Interval Training: per ogni fisico la giusta risposta!


Ma quale il vero equilibrio tra interno ed esterno e come raggiungerlo?

“L’ approccio “dall’interno” avviene assumendo prodotti detossificanti e drenanti: una nuova frontiera è la liposcultura alimentare: si tratta di strategie alimentari per eliminare le adiposità localizzate grazie ad
integrazione di aminoacidi particolari e specifica alimentazione. Il tutto associato a trattamenti localizzati sulle zone affette grazie all’applicazione di prodotti locali principalmente a base di caffeina pura, alghe brune e flavonoidi per migliorare l’intestetismo, porta a risultati sorprendenti”
conclude il Dott. Laspina.

Articolo di Veronica Balluto per Lei Style

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