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IL SENSO DELLA MEDICINA: PARLARE CON LA VERITÀ

Intervista al Dr. Francesco Idone

Lo Studio Laspina si avvale di collaborazioni importanti nell’ambito di vari settori. Quest’uscita è dedicata ad un personaggio di rilievo nel mondo della chirurgia plastica, il dott. Francesco Idone, che racconta ai lettori di Mia Magazine il suo modo di vedere la medicina. All’insegna dell’alta
professionalità.


Il Dr. Francesco Idone, Chirurgo Plastico di spessore Internazionale, plurispecialista e plurititolato certificato, ha conseguito specializzazioni da Parma, Bologna e Modena, fino ad Helsinki e Berna.
A completamento della sua formazione, la specializzazione americana in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica a Guadalajara, in Messico, considerato il migliore centro di formazione in Chirurgia Estetica al
mondo. Ha operato in 10 paesi, in 3 continenti.


Un viaggio intorno al corpo quello che propone a Mia Magazine: il Dott. Idone, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, grazie alla sua professionalità, tratta le problematiche di tutto il corpo, dalla chirurgia del volto, della mammella per la chirurgia estetica, biorivitalizzanti, botulino e filler per la medicina estetica.


Come è cambiato secondo lei il mondo della chirurgia estetica negli ultimi anni?
E’ un mondo in espansione: negli ultimi 10 anni vi è stato un aumento del 200% a livello di interesse per questo settore. L’attenzione si è spostata non sono sull’estetica fine a sé stessa, ma su un concetto ampio di estetica legata al benessere, dove al centro c’è, prima di tutto, la salute generale
del paziente. Una sorta di rivoluzione copernicana!


E cosa è veramente cambiato da 10 anni a questa parte nel mondo della chirurgia estetica?
Un paziente, oggi, è decisamente più fortunato. In tutti i campi, ma, soprattutto, quello della medicina, l’evoluzione è immediata: oggi c’è innovazione, frutto della ricerca di diversi anni, nei materiali e, di conseguenza, i prodotti sono più performanti. In generale c’è anche più ricerca anatomica e tutto va a vantaggio del paziente.

Ci può fare un esempio?
Prendiamo come esempio i filler di acido ialuronico. Si tratta di iniezioni di acido ialuronico modificato.
Grazie alle loro spiccate qualità viscoelastiche questi filler correggono il difetto estetico con un’azione riempitiva-volumizzante, che conferisce sostegno dermico. Inoltre, l’acido ialuronico può espletare un effetto idratante e biostimolante (i frammenti di acido ialuronico sono in grado di stimolare l’attività dei fibroblasti, che aumenteranno la sintesi di collagene, elastina e acido ialuronico). L’acido ialuronico è una molecola chiave nell’idratazione della pelle. La funzione principale dell’acido ialuronico è ritenere acqua: fino a 1.000 volte il suo peso (o addirittura 6.000 volte secondo altre fonti). Grazie alle sue dimensioni macromolecolari e alla spiccata igroscopicità e viscoelasticità, l’acido ialuronico mantiene uno spazio extracellulare idratato e stabile, dove le cellule, il collagene, le fibre di elastina e altri componenti della matrice extracellulare sono saldamente
mantenuti. La ricerca in questo ambito si è evoluta in maniera esponenziale; i laboratori producono diverse molecole di acido ialuronico in base al sito dove vengono impiantati. Fino a non molti anni
fa su tutti i distretti del viso, veniva impiantata la stessa molecola, ora invece, ad esempio, il filler per le labbra è diversa da quello per lo zigomo. Quindi anche il risultato finale risulterà essere, oltre che
più naturale, più curato e definito. Chiaramente l’evoluzione dello strumento deve essere seguito dalla tecnica più idonea e precisa.

Qual è secondo lei una delle scoperte più importanti nell’ambito della chirurgia estetica degli ultimi anni?
Prima del 2007 si concepiva il viso come un’unica massa, poi piano piano si è arrivati all’evoluzione della compartimentazione. Quale il concetto a fondamento? Il grasso del viso è diviso in tante parti ed ognuna di queste ha un’evoluzione diversa nell’invecchiamento; ossia segue dei principi
anatomici ben definiti. Questi principi anatomici sono gli stessi in tutti gli esseri umani, indipendentemente dalle razze (con qualche eccezione), dal sesso, dall’età…
Per cui è necessario trattare ogni area in modo diverso!


Come si chiama questa tecnica nello specifico e quale il suo obiettivo?
Ho brevettato il MOSAIC FACE ™ che è la più grande scoperta degli ultimi 20 anni nel ringiovanimento non chirurgico del viso: permette, con tecniche minimamente invasive, di ripristinare i volumi persi a causa dell’atrofia tissutale tipica del passare degli anni. Il risultato è un ringiovanimento naturale, ma al tempo stesso efficace e duraturo. La scoperta è stata individuare un comune denominatore anatomico alla base del processo di invecchiamento: ciò ha reso possibile il mettere a punto un sistema di trattamento standardizzato, ma personalizzabile in base al grado di invecchiamento, ed in base alle esigenze di ogni singolo paziente. Nello specifico: in un viso giovane le varie subunità appaiono in armonica continuità tra di loro, con l’invecchiamento invece, cominciano a demarcarsi i confini tra subunità contigue e compaiono solchi e rughe che
fanno si che il viso perda l’armonia tipica di un viso giovanile.

Il nostro viso quindi come un mosaico?
Esatto il viso invecchiato è un vero mosaico, è una tessera anatomica (subunità anatomica)… tenga presente l’immagine dei continenti che si staccano dalla terra. L’idea rende: accade lo stesso tipo di processo. In MOSAIC FACE le varie sub-unità si esprimono come fossero le tessere di un
mosaico. Cosi, ad esempio, la cute della palpebra inferiore comincia ad essere separata dalla cute della parte centrale del viso, da un solco che può essere più o meno profondo a seconda dei casi.

Parliamo ora di mastoplastica. Ci racconti come è evoluta negli ultimi anni?
Personalmente mi occupo di mastoplastica additiva, ossia la tecnica che consente di aumentare la taglia del proprio seno, ed è l’intervento di chirurgia plastica più eseguito al mondo. La mastoplastica riduttiva invece è l’intervento volto a ridurre il volume del seno e migliorarne l’estetica in presenza di un seno troppo voluminoso e cadente o che presenta una asimmetria mammaria.
La mastopessi è, invece, il risollevamento del seno nel caso in cui sia necessario sollevare un seno cadente o ridurre e modificare la
forma e le dimensioni dell’areola. In generale, oggi, le chirurgie mammarie vengono fatte con anestesie in sedazione con tecniche meno invasive rispetto anni fa. Le protesi oramai sono di quinta generazione: hanno un Gel ergonomico che si adatta ai movimenti della paziente. Il Gel di silicone è il materiale con il quale la protesi è realizzata: più ergonomico è e, più la convivenza con il paziente si rivelerà un successo.


Quale il suo personale consiglio?
Mettersi sempre nelle mani di professionisti che hanno competenza, esperienza, profonda conoscenza anatomica. Purtroppo, anche nel nostro mondo, si trova tanta superficialità e marketing. Personalmente credo nella preparazione, nella serietà e, soprattutto, nel rispetto delle esigenze del paziente. Spesso noi medici non siamo capaci di “metterci dall’altra parte”,
dimenticandoci che i pazienti sono in grado di informarsi, anche magari non correttamente, su vari canali. Ma è sempre meglio farsi una domanda in più, piuttosto che una in meno: faccio parte anche della commissione IMCAS dove vengono analizzate le complicanze nella chirurgia estetica
provenienti da tutto il mondo. Purtroppo l’impianto di filler da parte di personale medico non adeguatamente qualificato, sta facendo registrare un aumento delle complicanze, anche gravi.


E come si può far vincere questa paura nei confronti della chirurgia estetica?
Credo che il nostro compito di professionisti, di medici, sia parlare con la verità. Infatti, se una persona non è convinta di sottoporsi ad un intervento chirurgico, quello non è il momento giusto per farlo. E tantomeno per suggerirlo o spingerlo.
Non si deve vincere la diffidenza.
E’ opportuno che il paziente abbia consapevolezza della causa
del suo inestetismo e che partecipi alla soluzione dello stesso. Non tutti possono affrontare tutti i tipi di intervento. Noi abbiamo una grossa responsabilità a livello morale. Io mi metto sempre nei panni del paziente: è necessario che capisca le cause anatomiche del suo inestetismo.
Il nostro lavoro utilizza i principi dell’Evidence Base Medicine, la medicina basata sull’ evidenza scientifica. Lavoro sempre con lo specchio: ad esempio: si analizza la ruga insieme al paziente. Si discute la causa ed il rimedio (la mia esperienza): il paziente partecipa attivamente al suo problema e al modo in cui si può risolvere.


Qual è secondo lei il trattamento più impegnativo?
Ritengo che tutti gli interventi siano allo stesso modo impegnativi. In ogni piccolo gesto o intervento ci sono tante cose da considerare. Il filler è impegnativo come una mastoplastica additiva. Non bisogna mai sottovalutare nessun aspetto, in nessuna tipologia di intervento.
In questo mestiere c’è solo la “giusta cosa” da fare: abbiamo un seno cadente? Bisogna sollevare.

Un bellissimo viaggio intorno al corpo, fatto di professionalità, concretezza e alti valori morali.
Questo è il vero punto di partenza della medicina. Grazie Dott. Idone.


Il compito della chirurgia estetica è quello di correggere e migliorare l’aspetto fisico, agendo su determinati difetti o imperfezioni del corpo. Con l’ottica di ristabilire l’armonia del corpo, in totale rispetto della fisionomia dei pazienti. Ma, in un mondo in cui, ancora troppo spesso, vince lo stereotipo, è importante guardarsi allo specchio ed apprezzarci. La perfezione assoluta sarà sempre una chimera, ma sta a noi capire cosa siamo, cosa saremo e cosa vorremmo essere. Poi arrivano i medici, i professionisti, che riescono a tradurre i nostri pensieri in realtà e raccontarci anche storie meravigliose di persone che, tramite interventi più o meno invasivi, hanno ritrovato il sorriso.

Testo a cura di Veronica Balutto e consulenza del Dott. Sebastian Laspina

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Il senso della medicina: Parlare con la verità